venerdì 29 marzo 2013
lunedì 25 marzo 2013
Non fatevi rubare la Speranza!
La fraternità sta camminando da qualche tempo riflettendo sulle virtù e non appena terminate quelle cardinali abbiamo vissuto per cominciare quelle teologali, anche in occasione dell'anno della fede un ritiro di preparazione alla Pasqua proprio sul tema della fede. Concluderemo questa parte di cammino con il prossimo incontro che riguarderà la carità, ma oggi abbiamo parlato e discusso riguardo la speranza.
Ci piace condividere con tutti voi alcune delle parole, che come si suol dire cadono "a fagiolo", che parlano in più punti della speranza, tratte dall'omelia di Papa Francesco della messa di ieri, Domenica delle Palme.
"[…]Folla, festa,
lode, benedizione, pace: è un clima di gioia quello che si respira. Gesù ha
risvegliato nel cuore tante speranze
soprattutto tra la gente umile, semplice, povera, dimenticata, quella che non
conta agli occhi del mondo. Lui ha saputo comprendere le miserie umane, ha
mostrato il volto di misericordia di Dio e si è chinato per guarire il corpo e
l’anima.
Questo è Gesù.
Questo è il suo cuore che guarda tutti noi, che guarda le nostre malattie, i
nostri peccati. È grande l’amore di Gesù. […]
E questa è la prima
parola che vorrei dirvi: gioia! Non siate mai uomini e donne tristi: un
cristiano non può mai esserlo! Non lasciatevi prendere mai dallo
scoraggiamento! La nostra non è una gioia che nasce dal possedere tante cose,
ma nasce dall’aver incontrato una Persona: Gesù, che è in mezzo a noi; nasce
dal sapere che con Lui non siamo mai soli, anche nei momenti difficili[…] E in
questo momento viene il nemico, viene il diavolo[…] Non ascoltatelo! Seguiamo
Gesù! Noi accompagniamo, seguiamo Gesù, ma soprattutto sappiamo che Lui ci
accompagna e ci carica sulle sue spalle: qui sta la nostra gioia, la speranza che dobbiamo portare in questo
nostro mondo. E, per favore, NON
LASCIATEVI RUBARE LA SPERANZA! Non lasciate rubare la speranza! Quella che
ci dà Gesù.
Seconda parola. […]Come
entra Gesù in Gerusalemme? La folla lo acclama come Re. E Lui non si oppone,
non la fa tacere. Ma che tipo di Re è Gesù? Guardiamolo: cavalca un puledro,
non ha una corte che lo segue, non è circondato da un esercito simbolo di
forza. Chi lo accoglie è gente umile, semplice, che ha il senso di guardare in
Gesù qualcosa di più; ha quel senso
della fede, che dice: Questo è il Salvatore. Gesù non entra nella Città
Santa per ricevere gli onori riservati ai re terreni, a chi ha potere, a chi
domina; entra per essere flagellato, insultato e oltraggiato, come preannuncia
Isaia nella Prima Lettura; entra per ricevere una corona di spine, un bastone,
un mantello di porpora, la sua regalità sarà oggetto di derisione; entra per
salire il Calvario carico di un legno. E allora ecco la seconda parola: Croce.
Gesù entra a Gerusalemme per morire sulla Croce. Ed è proprio qui che splende
il suo essere Re secondo Dio: il suo trono regale è il legno della Croce!
Penso a quello che
Benedetto XVI diceva ai Cardinali: Voi siete principi, ma di un Re crocifisso.
Quello è il trono di Gesù. Gesù prende su di sé... Perché la Croce? Perché Gesù
prende su di sé il male, la sporcizia, il peccato del mondo, anche il nostro
peccato, di tutti noi, e lo lava, lo lava con il suo sangue, con la
misericordia, con l’amore di Dio. Guardiamoci intorno: quante ferite il male
infligge all’umanità! Guerre, violenze, conflitti economici che colpiscono chi
è più debole, sete di denaro, che poi nessuno può portare con sé, deve
lasciarlo. Mia nonna diceva a noi bambini: il sudario non ha tasche. Amore al
denaro, potere, corruzione, divisioni, crimini contro la vita umana e contro il
creato! E anche - ciascuno di noi lo sa e lo conosce - i nostri peccati
personali: le mancanze di amore e di rispetto verso Dio, verso il prossimo e
verso l’intera creazione. E Gesù sulla croce sente tutto il peso del male e con
la forza dell’amore di Dio lo vince, lo sconfigge nella sua risurrezione.
Questo è il bene che Gesù fa a tutti noi sul trono della Croce. La croce di Cristo abbracciata con amore mai
porta alla tristezza, ma alla gioia, alla gioia di essere salvati e di fare un
pochettino quello che ha fatto Lui quel giorno della sua morte.
Oggi in questa
Piazza ci sono tanti giovani: […] Ecco la terza parola: giovani! Cari giovani,
[…]Voi avete una parte importante nella festa della fede! Voi ci portate la
gioia della fede e ci dite che dobbiamo vivere la fede con un cuore giovane,
sempre: un cuore giovane, anche a settanta, ottant’anni! Cuore giovane! Con
Cristo il cuore non invecchia mai! Però tutti noi lo sappiamo e voi lo sapete
bene che il Re che seguiamo e che ci accompagna è molto speciale: è un Re che
ama fino alla croce e che ci insegna a servire, ad amare. E voi non avete
vergogna della sua Croce! Anzi, la abbracciate, perché avete capito che è nel
dono di sé, nel dono di sé, nell’uscire da se stessi, che si ha la vera gioia e
che con l’amore di Dio Lui ha vinto il male. […]
Tre parole: gioia,
croce, giovani.
Chiediamo
l’intercessione della Vergine Maria. Lei ci insegna la gioia dell’incontro con
Cristo, l’amore con cui lo dobbiamo guardare sotto la croce, l’entusiasmo del
cuore giovane con cui lo dobbiamo seguire in questa Settimana Santa e in tutta
la nostra vita. Così sia".
giovedì 14 marzo 2013
qui sibi nomen imposuit FRANCISCUM!
Città del Vaticano, 13 Marzo 2013, pochi minuti dopo le 19. Piazza S.Pietro è stracolma, una distesa di ombrelli sotto la pioggia battente. Sotto quegli ombrelli circa 150 mila nasi all'insù, Babele di curiosi e oranti rivolti al cielo (e al comignolo della cappella Sistina).
Comincia ad uscire una debole cortina di fumo: sarà certamente nera dicono i giornalisti in diretta, ma bastano pochi secondi per non avere più dubbi, è bianca! E' bianca!!! Bianchissima!
Prendono inesorabilmente a suonare le campane a festa, una grande festa! Cominciano le urla a squarciagola, quegli stessi ombrelli cominciano a manifestare la gioia di chi li sostiene aperti, una danza "su e giù" di ombrelli e di bandiere e di colori e di lingue! La Chiesa ha un PAPA!
Nell'ora successiva l'entusiasmo lascia un po' di spazio alla fatidica domanda, chi sarà? Il biblista teologo Ravasi? L'arcivescovo di Milano Scola? Il francescano O'Malley? Il simpatico quanto profondo Dolan? Ma tanti altri nomi i bookmakers avevano pronunciato nelle ultime settimane e soprattutto nelle ultime ore: Tagle,Turkson, Ouellet ed altri. Poi comincia l'altra grande curiosità e la divinazione onomastico-pontificale del prossimo papa: ci sono stati 23 Giovanni, 16 Benedetto, 13 Leone, 12 Pio, mai usati Marco, Luca e Matteo.
Il popolo di Dio freme, trascorre più di un'ora nella quale sale la tensione, la curiosità e la gioia.
Ma la sorpresa non tarda, si accendono le luci della loggia centrale che sovrasta la basilica e quindi la piazza, occhi fissi là.
Annuntio vobis magnum gaudium: habemus Papam! Eminentissimum ac reverendissimum dominum, dominum Georgium Marium, Sanctae Romanae Ecclesiae Cardinalem Bergoglio, qui sibi nomen imposuit Franciscum!
A voi la possibilità di rivivere con questo video l'emozione che tutti noi abbiamo provato ieri sera.
gifrasinalunga
martedì 12 marzo 2013
i Temperanti..
La Temperanza è raffigurata come una figurafemminile che impugna una spada strettamente legata da nodi,simboleggiante come essa non ricorra alla forza.Indossa una lunga tunica ed ha il capo coperto da un cappuccio. |
Durante l'ultimo incontro la fraternità ha affrontato la quarta virtù cardinale, la temperanza. Abbiamo visto, aiutati dal Catechismo della Chiesa Cattolica in cosa consiste, come la temperanza moderi l'attrattiva dei piaceri e renda capaci di equilibrio nell'uso dei beni creati [cfr CCC1809]. Ma anche come essa assicuri il dominio della volontà sugli istinti e mantenga i desideri entro i limiti dell'onestà.
Ci siamo chiesti come questi paroloni potessero dire qualcosa al nostro cuore, alla nostra vita. Cosa significa "beni creati"? Di cosa si tratta quando si parla di "limiti dell'onestà"?
Cosa vuol dire concretamente "orientare al bene i propri appetiti sensibili"?
Alla luce di quanto detto anche in merito al grande argomento della castità, del tempo che divora tutto, del cercare di prendere provvedimenti nelle nostre piccole "infermità", ecco un brano su cui riflettere...
Dal libro del Siracide (5,1-8)
Non confidare nelle tue ricchezze e non dire: -Basto a me stesso-.
Non seguire il tuo istinto e la tua forza,
assecondando le passioni del tuo cuore.
Non dire:- Chi mi dominerà?-,
perché il Signore senza dubbio farà giustizia.
Non dire: - Ho peccato, e che cosa mi è successo?-,
perché il Signore è paziente.
Non essere troppo sicuro del perdono
tanto da aggiungere peccato a peccato.
Non dire:- La sua compassione è grande;
mi perdonerà i molti peccati-,
perché presso di lui c'è misericordia e ira,
e il suo sdegno si riverserà sui peccatori.
Non aspettare a convertirti al Signore
e non rimandare di giorno in giorno,
perché improvvisa scoppierà l'ira del Signore
e al tempo del castigo sarai annientato.
Non confidare in ricchezze ingiuste:
non ti gioveranno nel giorno della sventura.
Attenti però a non giungere a conclusioni affrettate senza prima una dovuta riflessione. Per esempio l'ira di Dio è una categoria tipicamente presente in questi libri della Bibbia (sapienziali); non pensiamo ad un Dio esageratamente umano o dalle peculiarità umane. Il nostro Dio non è un Dio che aspetta un po', e dopo un po' si arrabbia e manda castighi perchè si è stufato (anche se forse ne avrebbe anche ragione): il suo amore, la sua pazienza e la sua misericordia sono sconfinati; è il suo amore della e per la libertà che ci permette di scegliere. Il male nella nostra vita c'è e basta, e quanto spesso lo scegliamo? Ma se noi impariamo a discernere il nostro bene dal nostro male (non quelli oggettivi, ma quelli della nostra vita), e impariamo a non "rimandare di giorno in giorno"(Sir), il tempo del castigo, inevitabile nella nostra vita, non ci coglierà impreparati.
sabato 9 marzo 2013
"Gifrini.. gifrini ovunque!!" D:
Ebbene si, siamo arrivati al giorno fatidico.. quindi:
prepara lo zaino, saluta i parenti e parti!! la Fraternità di Sinalunga al completo verso S.Maria degli Angeli!! :D
"Sarà il solito ritiro" ho pensato... ma quando alla reception ci hanno salutato come "Gruppo toscana" ho subito percepito che non sarebbe stato "il solito ritiro".
Il titolo la dice lunga... GIFRINI OVUNQUE XD, capisci che sei parte di una realtà ancor più vasta delle fraternità locali, regionali...
Non sei che una piccola goccia nell'oceano... e quell'oceano di 600 persone faceva una certa impressione!!
Tutto nel perfetto stile Gi.fra, ma ogni ritiro o capitolo che si rispetti ha il suo tema principale...
I temi di quest'anno erano abbastanza tosti e ammetto che la cosa mi spaventava abbastanza:
La Chiesa e la disabilità; la Chiesa e la sessualità ad ampio raggio e il diverso orientamento emotivo-sessuale
(omosessualità); la Chiesa, il divorzio e i divorziati.
Perché mi spaventavano? Parlare di certe tematiche scottanti in gruppi non di 10 persone, ma di 200 persone.. un po' di strizza ti viene.
E come è andata? tanto ascolto e accoglienza.. un'aria diversa dalle solite polemiche "da bar" di fronte a verità che spesso ci mettono in difficoltà.
Ma queste difficoltà da cosa derivano? Forse sono io, forse è l'aria che si respira ultimamente... o sono semplicemente i miei occhi?!
Abbiamo trattato di cose VISTE dalla chiesa, ma come la guardiamo NOI la Chiesa?
Durante l'incontro sull'omosessualità un Frate ci ha fatto notare il cosa vuol dire scegliere di essere cristiano, cosa comportano certe scelte, una sorta di "libretto delle istruzioni del buon cristiano/gifrino/ecc"
Ma quanto abbracciamo veramente la nostra scelta? Siamo nella coerenza o nella selezione del "più comodo possibile"?
Perché prima ho parlato di occhi? Sono proprio quelli che spesso sbagliano, tendono a aggirare i problemi o accomodarsi.
è un gioco di sguardi.
Il nostro deve essere un' innamoramento, se io abbraccio la Chiesa è perché ne sono innamorata e lo sguardo deve fare lo stesso.
Spesso ci capita di evitare discorsi o dire "e ma la chiesa ecc" e si finisce per dire un po' le solite cose, e in quel
momento il nostro sguardo è schivo, a volte perplesso...a volte non siamo veramente capaci di ricambiare lo sguardo di Gesù e della Chiesa.
Il nostro sguardo non sempre è alla ricerca, non sempre accoglie le difficoltà della Chiesa stessa.. non sempre la guardiamo con l'amore che professiamo e ogni anno PROMETTIAMO!!
Ebbene si, PROMETTIAMO!!
E' un mandato, noi "siamo fiaccole di speranza", ma se davanti a certi problemi chiudiamo gli occhi, come pretendiamo di vederci chiaro?
"Voglio vederti Signore" non è solo il canto che abbiamo imparato all'inizio e che il coro ha interpretato da Dio :D, ma è un desiderio!! E' la nostra guida nell'agire.
Lui ci cerca nel buio della nostra disperazione, del nostro peccato, ma sta a noi vedere, cercare il suo sguardo, chiamarlo!!
Io non sono tanto brava con le parole, e ce ne sarebbero di cose da raccontare riguardo a quello che la fraternità ha vissuto in quei 3 giorni.. sarà il nostro sguardo a parlarvi :)
Il "solito ritiro"?? ma quale "solito ritiro"??
"L' Uomo che è in te"
"Se dici: Fammi vedere il tuo Dio, io ti dirò: Fammi vedere l'uomo che è in te, e io ti mostrerò il mio Dio. Fammi vedere quindi se gli occhi della tua anima vedono e le orecchie del tuo cuore ascoltano.
Infatti quelli che vedono con gli occhi del corpo, percepiscono ciò che si svolge in questa vita terrena e distinguono le cose differenti tra di loro: la luce e le tenebre, il bianco e il nero, il brutto e il bello, l'armonioso e il caotico.
La stessa cosa si può dire di quanto è di pertinenza delle orecchie e cioè i suoni acuti, i gravi e i dolci. Allo stesso modo si comportano anche gli orecchi del cuore e gli occhi dell'anima in ordine alla vista di Dio. Dio, infatti, viene visto da coloro che lo possono vedere cioè da quelli che hanno gli occhi. Tu hai gli occhi della tua anima annebbiati per i tuoi peccati e le tue cattive azioni. Come uno specchio risplendente, così deve essere pura l'anima dell'uomo. Quando invece lo specchio si deteriora, il viso dell'uomo non può più essere visto in esso. Allo stesso modo quando il peccato ha preso possesso dell'uomo, egli non può più vedere Dio.
Ma se vuoi, puoi essere guarito. Affidati al medico ed egli opererà gli occhi della tua anima e del tuo cuore. Chi è questo medico? È Dio! Se capisci queste cose, o uomo, e se vivi in purezza, santità e giustizia, puoi vedere Dio."
Dal «Libro ad Autolico» di san Teofilo di Antiochia, vescovo
(PG 6, 1026-1027. 1035)
Infatti quelli che vedono con gli occhi del corpo, percepiscono ciò che si svolge in questa vita terrena e distinguono le cose differenti tra di loro: la luce e le tenebre, il bianco e il nero, il brutto e il bello, l'armonioso e il caotico.
La stessa cosa si può dire di quanto è di pertinenza delle orecchie e cioè i suoni acuti, i gravi e i dolci. Allo stesso modo si comportano anche gli orecchi del cuore e gli occhi dell'anima in ordine alla vista di Dio. Dio, infatti, viene visto da coloro che lo possono vedere cioè da quelli che hanno gli occhi. Tu hai gli occhi della tua anima annebbiati per i tuoi peccati e le tue cattive azioni. Come uno specchio risplendente, così deve essere pura l'anima dell'uomo. Quando invece lo specchio si deteriora, il viso dell'uomo non può più essere visto in esso. Allo stesso modo quando il peccato ha preso possesso dell'uomo, egli non può più vedere Dio.
Ma se vuoi, puoi essere guarito. Affidati al medico ed egli opererà gli occhi della tua anima e del tuo cuore. Chi è questo medico? È Dio! Se capisci queste cose, o uomo, e se vivi in purezza, santità e giustizia, puoi vedere Dio."
Dal «Libro ad Autolico» di san Teofilo di Antiochia, vescovo
(PG 6, 1026-1027. 1035)
giovedì 21 febbraio 2013
Il cinguettio dei cardinali
La chiesa si apre al mondo. Insieme al papa che solo poche settimane fa aveva inviato il primo tweet al mondo, segno di grande apertura e di dialogo con le nuove generazioni, tanti cardinali sono già da tempo "online".
Ben 9 cardinali sono attivi su twitter, da tutto il mondo. Ma andiamo insieme a scoprirli e chissà, magari anche a "seguirli".
In questo articolo non si vuol fare un "totopapa", ne sono già fin troppo pieni i telegiornali, i giornali, i blog e tutto quello che volete. L'unica intenzione è informativa e riflessiva sui cardinali (e sulle loro parole "di e da" pastori) che sono su twitter.
Card. Gianfranco Ravasi (Italia): nato nel 1942 è biblista, teologo ed ebraista. Attualmente è presidente della pontificia commissione per la cultura, della pontificia commissione dell'archeologia sacra e del Consiglio di Coordinamento delle Accademie Pontificie. In questi giorni sta guidando gli esercizi spirituali di Benedetto XVI.
Card. Angelo Scola (Italia): nato nel 1941, è l'attuale arcivescovo di Milano.
Card. Wilfrid Fox Napier OFM (Sud Africa): Classe 1941, attualmente è arcivescovo di Durban.
Card. Ruben Salazar Gomez (Colombia): nativo di Bogotà è nato nel 1942.
Card. Roger Michael Mahony (USA): è nato nel 1936 ed è attualmente arcivescovo di Los Angeles.
Card. Luis Maria Martinez i Sistach (Spagna): è nato nel 1937 ed è arcivescovo di Barcellona.
Card. Sean Patrick O'Malley OFM capp. (USA): Nativo irlandese (1944), è cresciuto negli USA e ricopre il ruolo di arcivescovo di Boston.
Card.Odilo Pedro Schrerer (Brasile): classe 1949, è arcivescovo di Sao Paulo.
Card. Timothy Michael Dolan (USA): classe 1950, è arcivescovo di New York.
Presidente della conferenza episcopale USA.
Riportiamo brevemente alcuni dei loro ultimi tweet:
@cardravasi: La fede comprende anche l'assenza, il silenzio, lo sconcerto
@angeloscola: Il contributo dei cristiani alla vita buona: praticare la giustizia nella carità. Come ha fatto l'Uomo della croce.
@cardinalNapier: What is certain is that Scripture - Old & New Testaments - say unequivocally "Sex is for marriage & generation of new life!"
@cardenalruben: Jovenes, los invito a manifestarle al Santo Padre Benedicto XVI, la alegrìa de la fe y la alegria de ser cristianos.
@cardinalMahony: Count-down to the Papal Conclave has begun. Your prayers needed that we elect the best Pope for today and tomorrow's Church.
@cardenalSistach: En la crisis econòmica, la familia es un gran recurso por su capacidad de ayuda efectiva, sobre todo con lo jòvenes que no tien trabajo.
@cardinalsean: [questo cardinale twitta articoli dal suo blog http://www.cardinalseansblog.org]
@DomOdiloScherer: "Quando orardes, dizei assim: Pai nosso..." Mt 6,7-15. Quaresma, tempo de reaprender a rezar.
@CardinalDolan: The major temptation is pride-it should not be I did it my way, but I did it Thy way. True happiness comes from humbly conforming to His will.
Belle parole, parole per riflettere in questo tempo di quaresima che diviene per noi doppia attesa, non solo del Cristo che muore e risorge per la nostra salvezza, ma anche di una nuova guida per la nostra Chiesa.
martedì 19 febbraio 2013
Caro Papa..
La notizia di qualche giorno fa delle dimissioni del papa ci ha inizialmente sconvolto, ci siamo rimasti male, inutile negarlo. Fuga? Giovanni Paolo II rimase fedele alla sua missione fino alla fine, immerso nella sua grande sofferenza. Ma col trascorrere delle ore e dei giorni stiamo prendendo coscienza di questo grande atto di umiltà, di coraggio, di umanità di Benedetto XVI, ormai a meno di 10 giorni dalla fine del suo pontificato. Un uomo che accetta il proprio limite, che mai ha voluto accettare i compromessi, che ha difeso la libertà, la vita con tutta la sua forza. Un uomo che non ha mai mancato di accusare chi ha sbagliato.
Ci piace condividere con tutti i lettori del blog una lettera che un giovane scrittore e professore di liceo ha scritto per avvenire.it. Una semplice lettera che vuol essere non solo un ringraziamento per il prezioso quanto difficile ministero svolto in questi anni, ma anche un augurio e una dimostrazione di vicinanza spirituale.
Caro Papa, manca un accento all’ultima lettera di questo tuo nome, Papa, e verrebbe fuori un’altra parola. La parola che ogni figlio pronuncia migliaia di volte nella vita e che un figlio di Dio ha la fortuna di pronunciare molte più volte perché, alla fine, la vita cristiana è imparare a dire abbà, papà, a Dio.
Alla notizia della tua rinuncia ho avuto paura. Ho provato lo stesso dolore per la morte di Giovanni Paolo II: allora avevo 28 anni e mi sentii orfano, piansi come chi ha perso un padre.
Lunedì mi è successo lo stesso. Mi sono sentito orfano. Tu avevi deciso di non essere più Papa. Un altro padre mi veniva meno. È il dolore di un figlio che ha ricevuto moltissimo. Ho seguito il tuo pontificato sin dal momento in cui ti sei affacciato per la prima volta dal balcone (abitavo a Roma allora). Ho letto i tuoi scritti, mi sono nutrito delle tue parole sempre profonde e stranamente semplici per un professore di teologia, perché fondate sul rapporto vero con Dio (quanto gelo nelle parole di alcuni pastori che capita di ascoltare...).
In questi anni in cui la fede è spesso messa alla prova, dileggiata, fraintesa, tu hai fatto da parafulmine a molte critiche. Le hai prese tutte su di te. Non te ne importava niente di essere colpito. Sono beati quelli che vengono colpiti a causa di Cristo e chissà quanta della sporcizia che c’è nella Chiesa è stata gettata su di te per il fatto di essere quel padre di famiglia che è il Papa. Tu hai sempre dimostrato e chissà con quanto dolore, dal discorso di Ratisbona a quello sul matrimonio, che l’unico consenso che ti interessa è quello di tuo Padre Dio, cioè della verità, del logos.
Per questo ho avuto paura quando hai annunciato la tua rinuncia. Sul momento mi è sembrato un tirarsi indietro. Se ti tiri indietro anche tu, che sei il Papa, che fine facciamo noi? Ho ripensato a una tua frase che mi porto nel cuore: «Fedeltà è il nome che ha l’amore nel tempo». Me la ricordo tutte le volte che il mio e l’altrui amore è messo alla prova e devo aggrapparmi con tutte le forze all’Amore che muove tutti gli altri amori, oltre che il sole e le altre stelle. In questi anni la mia fede si è rafforzata grazie a quel logos cortese, fermo e caldo che tu sai infondere alle parole che usi, come (tanto per fare un esempio) queste che ho letto qualche giorno fa: «Dio, con la sua verità, si oppone alla molteplice menzogna dell’uomo, al suo egoismo e alla sua superbia. Dio è amore. Ma l’amore può anche essere odiato, laddove esige che si esca da se stessi per andare al di là di se stessi. L’amore non è un romantico senso di benessere. Redenzione non è wellness, un bagno nell’autocompiacimento, bensì una liberazione dall’essere compressi nel proprio io. Questa liberazione ha come costo la sofferenza della Croce». Ripensando alla tua frase, leggendo queste parole, le tue 'dimissioni' mi sembravano incomprensibili e mi hanno gettato nello sgomento.
Mi sono sentito solo. A che serve difendere la propria fede se poi anche il Papa si tira indietro. Poi a poco a poco l’emotività ha lasciato lo spazio al logos appunto, alla verità, a Cristo, e una grande pace è tornata nel cuore. Dovevo andare oltre il codice di interpretazione soggettivo, emotivo, mondano. Rinunciare rappresenta un fallimento per il mondo, è un gesto di debolezza per il mondo, nel quale si 'è' solo se ci si afferma, a ogni costo. La logica della debolezza non è del mondo. Del mondo è la logica del potere e dell’egoismo. Per questo il tuo gesto è un gesto di libertà dall’io e non di fuga da Dio, nel quale ti vuoi rifugiare del tutto per continuare a sostenere la Chiesa più e meglio.
Con questo gesto fai trionfare una logica diversa, un logos diverso. Quello di chi sa che la sua preghiera silenziosa vale tanto quanto la sua azione, e lascia quest’ultima a chi può meglio di lui portarla avanti. Doveva suonare allo stesso modo, fastidiosa e inspiegabile, la frase di Cristo ai suoi: «È bene che io me ne vada perché venga a voi un altro consolatore».
Anche Cristo sembra tirarsi indietro, ma così vince: lascia lo spazio alla potenza dello Spirito, non si lascia legare neanche dalla sua condizione umana, dà tutto, anche quella, si espropria di tutto se stesso, perché come tu hai spiegato nel tuo libro più bello 'essere cristiani' è 'essere per'. Egli pone nelle mani dei suoi il compito di continuare le sue opere e afferma che ne faranno anche di più grandi delle sue. Ti ringrazio, caro Papa, per tutto il logos che ci hai donato e ci donerai sino al 28 febbraio, da Papa, ma anche per il logos che ci donerai dopo, nel silenzio che il mondo già chiama sconfitta, sotterfugio, fuga, e che è invece vittoria. Non mi sento più solo, perché ancora una volta mi hai aiutato a guardare all’unica cosa che conta, l’unica di cui c’è bisogno, il Logos stesso. Una sola cosa ti chiedo. Non dare le dimissioni dalla scrittura. Continua a nutrire la nostra fede con il tuo logos. Non farlo sarebbe dare le dimissioni da un talento e il Vangelo parla chiaro in merito... Con affetto
Alessandro D'Avenia
lunedì 18 febbraio 2013
DUE MINUTI PER IL PAPA!!
L’Associazione Due minuti per la vita, nata nel giugno 2008 durante il Pontificato di Benedetto XVI – verso cui rinnova i propri sentimenti di immenso affetto e devozione –, in considerazione delle attuali vicende che la Chiesa si trova ad affrontare, invita tutti i propri soci, amici e simpatizzanti a rispondere con fede e generosità alle richieste di preghiera espresse, negli scorsi giorni, da parte del Santo Padre.
Si propone pertanto da martedì 19 febbraio 2013 fino all’ elezione del nuovo Papa – e, in ogni caso, fino al 19 marzo, solennità di San Giuseppe, patrono della Chiesa universale – un periodo di preghiera straordinaria per ringraziare Dio del dono di Benedetto XVI e per affidarGli tutte le necessità della Chiesa, a partire dall’ elezione del futuro Pontefice.
Le preghiere che l’Associazione invita a recitare ogni giorno, per un mese, secondo le menzionate intenzioni, sono quattro: I) preghiera Ad te, beate Joseph, composta da Papa Leone XIII, II) preghiera a San Michele Arcangelo; III) preghiera Memoráre, come atto di totale affidamento alla Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa; IV) preghiera allo Spirito Santo, affinché illumini le menti ed i cuori dei Cardinali chiamati ad eleggere il nuovo Papa.
Scorrendo in basso la pagina si trovano, in latino ed italiano, i testi di tutte le preghiere proposte, per la cui recita – come sottintende il nome dell’iniziativa – sono sufficienti un paio di minuti.
Associazione Due minuti per la vita
Casella postale 299 – 10121 Torino
Telefono: 011.043.62.93
Website: www.dueminutiperlavita.info
________
PREGHIERA A SAN GIUSEPPE
A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione, ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio dopo quello della tua Santissima Sposa. Per quel sacro vincolo di carità, che ti strinse all'Immacolata Vergine Maria, Madre di Dio, e per l'amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo sangue, e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni. Proteggi, o provvido Custode della divina Famiglia, l'eletta prole di Gesù Cristo: allontana da noi, o Padre amatissimo, la peste di errori e di vizi, che ammorba il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta col potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del Bambino Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; e copri ciascuno di noi con il tuo continuo patrocinio, affinchè col tuo esempio e il tuo soccorso, possiamo virtuosamente vivere, piamente morire e conseguire l'eterna beatitudine in cielo. Amen.
PREGHIERA A SAN MICHELE ARCANGELO
San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia; contro la perfidia e le insidie del diavolo Tu sii a noi sostegno. Che il Signore gli comandi, supplici lo chiediamo: e Tu, Principe delle milizie celesti, Satana e gli altri spiriti maligni, che per la rovina delle anime si aggirano per il mondo, con divina virtù nell'inferno ricaccia. Amen.
MEMORÁRE
Ricordati, o piissima Vergine Maria, non essersi mai udito al mondo che alcuno abbia ricorso al tuo patrocinio, implorato il tuo aiuto, chiesto la tua protezione, e sia stato abbandonato. Ed io, animato da tale confidenza, a te ricorro, o Madre, o Vergine delle Vergini, a te vengo e, peccatore contrito, innanzi a te mi prostro. Non volere, o Madre del Verbo, disprezzare le mie preghiere, ma ascoltami propizia ed esaudiscimi. Amen.
VENI, SANCTE SPIRITUS
Vieni, o Spirito Santo, riempi il cuore dei tuoi fedeli, e accendi in essi il fuoco del tuo Amore.
Manda il tuo Spirito, o Signore, per una nuova creazione.
E rinnoverai la faccia della terra.
Preghiamo. O Dio che hai illuminato la mente dei tuoi fedeli con la grazia dello Spirito Santo, concedi a noi di godere sempre la luce della sua verità e di essere consolati dai frutti della sua gioiosa presenza. Per Cristo nostro Signore. Amen.
sabato 16 febbraio 2013
Dove è finito il Tempo?
Non abbiamo più tempo da dedicare ai nostri figli.
Non abbiamo più tempo da dedicare l'un l'altro.
Non abbiamo più tempo da godere con gli altri.
Tutto il mondo sembra avere una grande fretta.
Tutti sembrano correre come pazzi.
I figli sembrano avere molto poco tempo per i genitori,e ai genitori manca il tempo per i figli e per se stessi.
L'amore vive nei focolai domestici.
La sua mancanza è ciò che genera tanta sofferenza e infelicità nel mondo odierno.
(Madre Teresa di Calcutta)
Non abbiamo più tempo da dedicare l'un l'altro.
Non abbiamo più tempo da godere con gli altri.
Tutto il mondo sembra avere una grande fretta.
Tutti sembrano correre come pazzi.
I figli sembrano avere molto poco tempo per i genitori,e ai genitori manca il tempo per i figli e per se stessi.
L'amore vive nei focolai domestici.
La sua mancanza è ciò che genera tanta sofferenza e infelicità nel mondo odierno.
(Madre Teresa di Calcutta)
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